| 01 luglio 2005 -
Innovazione e sostenibilità
ore 15.30 - Laterizio e compositi fibro-rinforzati: uniti per
competere
Prof. Ing. Antonio Borri, Università di Perugia
Attraverso l’unione tra il laterizio ed i materiali compositi
è stata realizzata una nuova tipologia di elementi resistenti,
nei quali la leggerezza e l’ottima resistenza a compressione
del laterizio si “sposano” in modo ottimale con la resistenza
a trazione dei tessuti in composito. Le modellazioni e le diverse
sperimentazioni eseguite hanno mostrato come tali elementi siano
molto competitivi rispetto agli analoghi in c.a. in termini di resistenza
alle sollecitazioni ultime, e risultino decisamente più efficienti
in rapporto al peso. Appare quindi possibile realizzare, con semplici
modifiche delle attuali sezioni, elementi in grado di assumere ruoli
strutturali di rilievo, sostituendo, per alcune applicazioni, le
strutture inflesse in c.a. o in acciaio usualmente adoperate nell’edilizia.
Le considerazioni che si qui hanno impedito l’impiego del
laterizio per finalità strutturali di tipo flessionale (le
eccessive dimensioni che tali elementi dovrebbero avere per sopperire
alle carenze di resistenza a trazione, la fragilità del comportamento
del materiale stesso, e, non ultima, l’impossibilità
tecnologica di realizzare di elementi di lunghezza qualsiasi) sono
state superate attraverso l’applicazione di rinforzi sotto
forma di nastri di tessuti in FRP incollati all’intradosso
degli elementi in laterizio mediante resine epossidiche, mentre
per quanto riguarda la limitazione in lunghezza degli elementi è
stata trovata una soluzione, il “laterizio lamellare”,
che consente di ottenere le dimensioni volute.
Le possibili applicazioni di questa tecnica costruttiva sono numerose:
vanno dall’impiego in elementi secondari (architravi, travetti,
scalini, pannelli, etc) a elementi portanti per solai, fino alla
realizzazione di una muratura portante vera e propria in laterizio
armato con FRP.
Come ulteriore novità vi è il “laterizio lamellare
bidimensionale”, ottenuto sfalsando gli elementi tra loro,
non solo nel senso longitudinale (cosa che permette di ottenere
elementi monodimensionali), ma anche nella direzione trasversale,
realizzando così elementi monolitici che possono poi essere
utilizzati o per orizzontamenti (solai) o per pannelli verticali.
Inoltre, per una maggiore operatività nel caso dei solai,
lo strato estradossale in laterizio può essere del tipo nervato
aperto, così da consentire un completamento con una soletta
in c.a. che risulta, proprio grazie alle nervature in laterizio,
ben collegata al laterizio lamellare sottostante. Un'altra importante
innovazione deriva poi dalla disponibilità sul mercato di
una nuova tipologia di materiali compositi: gli SRG (Steel Reinforced
Grout): fibre di acciaio ad alta resistenza che vengono intrecciate
a formare dei trefoli di piccole dimensioni, che possono essere
applicati con malte cementizie e non più solo con resine
epossidiche. Le principali conseguenze dell’uso di una malta
cementizia al posto di una resina riguardano le nuove possibilità
di assemblaggio degli elementi (che possono ora essere anche non
del tutto lisci) e la sostanziale soluzione del problema della resistenza
al fuoco. Non secondaria è anche la consistente riduzione
dei costi, che rende il prodotto altamente competitivo.
ore 16.15 - Innovazione tecnologia di prodotti e sistemi per l'edilizia
Prof.ssa Maria Chiara Torricelli, Università di Firenze
L’innovazione in edilizia non è la invenzione di un
inventore, come in tutti i settori industriali, l’innovazione
è il frutto di sinergie diverse, dai progettisti ai produttori,
e fa i conti con il mercato e le sue tradizioni per verificare la
possibilità di affermarsi. Ma in particolare in edilizia
l’innovazione spesso scaturisce proprio dalla tradizione,
riletta, interpretata alla luce di nuove esigenze. E questo forse
perché il settore dell’edilizia resta un settore per
sua natura coinvolto con gli aspetti meno dinamici della esistenza
e con i ritmi lenti della nostra biosfera.
Pur tuttavia è anche vero che l’apparizione contemporanea
della crisi ambientale e della rivoluzione informatica impongono
di pensare in modo innovativo i luoghi che abitiamo: un radicamento
alla terra, da un lato, e la globalizzazione, dall’altro.
Sono queste le ragioni della capacità innovativa, a partire
dalla tradizione, di progetti di architetti come Renzo Piano, Thomas
Herzog, Alan Short, Michael Hopkins, quando scelgono un materiale
tradizionale, come il laterizio, per progetti innovativi, spesso
ambientalmente consapevoli. L’innovazione si manifesta, talvolta,
come utilizzo esperto del laterizio in un contesto diverso (risposta
a nuove esigenze), talvolta, come utilizzo innovativo del laterizio
con i segni di un linguaggio tradizionale (nuovi sistemi), talvolta
ancora, come utilizzo tradizionale del laterizio con mezzi tecnici
diversi (nuove tecniche costruttive).
Nelle architetture più innovative possiamo individuare le
caratteristiche proprie del laterizio e della arte muraria che diventano
strumento di una concezione nuova del progetto. La massa entra nel
progetto ambientale ed energetico dell’edificio così
come elementi costruttivi, innovativi per la nostra cultura del
costruire o per il costruire attuale, (le torri di raffrescamento,
i camini solari, le pareti di accumulo in muratura). Le tecniche
antiche del murare a secco tornano nei muri con blocchi a incastro,
con la precisione oggi possibile degli elementi rettificati. Le
tecniche antiche di messa in forza del muro, per fare fronte alla
sua mancanza di resistenza a trazione, tornano nelle murature precompresse.
Nei solai la ottimizzazione morfologica dei blocchi si evolve secondo
una tradizione che ha avuto avvio nell’Ottocento e la integrazione
di elementi leggeri e acciaio torna a proporre orizzontamenti voltati
in laterizio. Le dilatazioni termiche e igrometriche del laterizio
in opera e la fessurabilità vengono tenute sotto controllo
nella integrazione fra murature e strutture intelaiate in c.a. o
metallo, con malte elastiche e ancoraggi meccanici, per evitare
gli stati di coazione. La plasmabilità dell’argilla
suggerisce forme nuove di rivestimento a secco e grigliati brise
soleil.
L’industria dei laterizi risponde alle esigenze del progetto
con la innovazione dei mezzi necessari per metterle in opera. L’innovazione,
intesa come risorsa industriale, diventa così alleata della
innovazione nel progetto di architettura e permette di cogliere
le opportunità di un settore “tradizionale”,
per adeguarsi a nuovi impieghi, a nuove modalità di costruire,
a nuove concezioni dei luoghi che abitiamo.
ore 17.00 - Comfort e sicurezza:il ruolo dei materiali in relazione
alla
salute abitativa e al rispetto dell’ambiente
Prof. Arch. Alain Lusardi, Università di Firenze
Il recepimento della direttiva europea 89/106/CEE, la sempre più
stringente normativa energetica e la crescente attenzione delle
persone alla salubrità e all'eco-compatibilità degli
ambienti di vita impongono, ai produttori e ai progettisti, nuovi
criteri di caratterizzazione dei prodotti da costruzione in termini
di impatto sulla salute e sull'ambiente. La comunicazione si propone,
da un lato, di identificare il contenuto di tali nuovi criteri di
valutazione dei materiali, ripercorrendo nel contempo tale processo
di responsabilizzazione attraverso l'analisi critica dell'evoluzione
del quadro normativo; dall'altro di fornire un quadro sintetico
dei principali strumenti sviluppati, o in fase di sviluppo, per
l'affermazione di scelte consapevoli di materiali sani ed eco-compatibili,
prendendo come spunto alcune esperienze europee nel settore del
laterizio. Infine, verranno aperti quadri di riflessione sulle possibili
ricadute dell'attuale processo di revisione dei criteri di scelta
dei materiali in termini di processi e sistemi costruttivi.
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