MOSTRA FOTOGRAFICA
DOROTEA: SGUARDI SULLA CITTÃ INVISIBILE
27 dicembre 2009 - 31 gennaio 2010
Sembra strano ma la città è un oggetto nascosto. Lo è perché ci sta sempre sotto gli occhi: la vediamo di continuo e quindi perdiamo l’abitudine di guardarla e pensarla, passa inosservata come una cosa scontata che non riserva più sorprese.
D’altronde con la città e maggiormente con la metropoli che ne rappresenta oggi la forma caratteristica tendiamo ormai a stabilire un rapporto strumentale, di mero utilizzo, niente affatto meditativo e conoscitivo. E’ vero che ogni edificio, strada, ponte o piazza nasce per un preciso scopo pratico, ma insieme a questo porta con sé una serie di memorie storiche e incrostazioni semantiche che ci rimangono nascoste, immersi come siamo nel flusso continuo della prassi.
Perché la città, in definitiva, è linguaggio: come le parole anche quegli edifici, quelle strade, quei ponti e quelle piazze, così come i manifesti, le insegne luminose e perfino quelle stradali oltre a formare un sistema di funzioni pratiche generano anche associazioni mentali, evocano ricordi, sedimentano significati plurimi e tessono infine una fitta rete di relazioni, rapporti, rimandi di senso.
E’ questa la città invisibile, quella che percepiamo solo con l’occhio della mente ma senza la quale la città è come un nudo scheletro rispetto all’organismo completo e vivente.
La nostra mostra, nell’impossibilità di offrire un ritratto esaustivo della realtà urbana così intesa, offre invece qualche spunto di riflessione o chiave di lettura per capirla meglio, facendo luce su alcune fra le infinite sfaccettatura della sua poliedrica forma.
Le immagini vogliono anche stimolare un atteggiamento vigile e insieme partecipe di fronte ai cambiamenti dei luoghi che abitiamo e che troppo spesso, non senza colpe, subiamo passivamente e con indifferenza.
Se del resto è vero che la città industriale o metropoli sembra svilupparsi indipendentemente dalla nostra volontà e allungare le sue informi periferie come un organismo biologico, solo se rafforziamo in noi e negli altri la volontà di pensarla criticamente e il dovere di progettarla razionalmente potremo influire più decisamente sul suo percorso e orientarlo con più forza verso l’uomo e l’intera sfera dei suoi bisogni e dei suoi valori.
Perché, come disse Nicia per incitare i soldati ateniesi sulla spiaggia di Siracusa, “la città è costituita da voi stessi, dovunque decidiate di stabilirvi, sono gli uomini a fare la città, non le mura e le navi senza gli uomini”.
Mostra e presentazione a cura di Angelo Moretti
Fotografie di: Gabriele Gaspardis, Massimo Massignani, Walter Scappini