lo spazio pittorico
Le testimonianze pittoriche illustrano in modo significativo l’importanza e la diffusione delle pavimentazioni in cotto nel pieno Rinascimento e nei secoli successivi, caratterizzando in senso materico e cromatico ambienti interni e spazi pubblici, secondo registri linguistici diversificati e vari: dalla resa altamente decorativa di stanze di rappresentanza alla omogenea semplicità di camere e studioli; dalla spazialità dilatata delle piazze urbane alla essenzialità di botteghe e laboratori che si aprono sulla città. Nel valore documentale di restituzione dei formati e delle tessiture - che ben si prestano a materializzare la nuova arte prospettica - o nella suggestiva qualificazione cromatica che le omogenee e calde superfici in cotto sanno trasmettere, la pittura dell’età moderna è per la ricerca contemporanea testimonianza certa di un presenza continua e discreta di questo tipo di pavimentazione per tutto il Rinascimento ed oltre.
L’artista dunque sceglie di dare presenza al cotto nelle sue varie declinazioni tipologiche e coloristiche, ora per segnare in senso realistico la scena, ora per marcare tridimensionalmente lo spazio rappresentato, ora per comunicare al suo fruitore in modo immediato e diretto la caratteristiche dello scenario in cui ambienta la sua storia.
Le tematiche enucleate nella vastissima produzione artistica si muovono in questa direzione, suggerendo l’allestimento di tre sezioni che, pur peculiari, specifiche, interagiscono e osmoticamente si sovrappongono:
- Il cotto come qualificazione cromatica;
- I formati;
- Il reticolo prospettico.
L’uniformità calda e avvolgente delle superfici in cotto dipinte da artisti del Quattrocento e del Cinquecento non è solo un valido strumento cui affidare la strategia delle scelte cromatiche attraverso le quali si declina l’opera d’arte, ma anche l’elemento che rende intelligibile le specificità materiche di una parte della scena rispetto alle porzioni contigue: così la dicotomia fra un ambinete interno ed esterno, fra spazio costruito e spazio naturale trova attraverso le “sintetiche” campiture pavimentali del cotto immediata e vivida visualizzazione; al contempo tale scelta assolve alla funzione di valido ausilio per la comprensione del racconto pittorico che si articola nei vari livelli della rappresentazione.
Quando l’esigenza di realismo ed umanizzazione della scena (a soggetto religioso, mitologico o storico che sia) richiede l’utilizzazione di una serie di elementi facilmente riconoscibili ed appartenenti all’universo del quotidiano, le pavimentazioni in cotto vengono raffigurate con dovizia di particolari al pari degli altri oggetti: come il fiore o il cespuglio, il bicchiere o gli utensili della casa si offrono da tramite fra il mondo reale e la virtualità del dipinto, allo stesso modo quadroni, mezzane, pianelle o semplici mattoni solidificano superfici pavimentali consuete e familiari nelle case del tempo. Rispetto agli oggetti del quotidiano, tuttavia, la regolarità e la convenzionalità degli elementi in cotto diviene anche un fattore importante per il controllo e la resa dimensionale dello spazio prospettico da parte dell’artista, assumendo dunque una duplice valenza. Tale fattore, insieme ai valori cromatici del cotto, sta alla base dell’estrema diffusione di questo tipo di raffigurazione nella pittura dell’età moderna.
Nelle complesse scatole prospettiche, d’interni e d’esterni, popolate da figure ed edifici, i reticoli pavimentali giocati sulla bicromia cotto-marmo o cotto-pietra - il vero tema nuovo che sale dal Rinascimento verso la contemporaneità, senza anticipazioni ad oggi nell’Antico - vengono utilizzati per visualizzare con efficacia uno spazio tridimensionale fortemente intellettualizzato nel quale far agire gli individui, in proporzione con la dimensione dello schema geometrico del pavimento; inoltre la griglia amplifica e sottolinea la profondità prospettica, dimostrando un costante dialogo della pittura con l’architettura di Brunelleschi e Leon Battista Alberti.
(E. F.)
Il Museo Dinamico di Marsciano è a disposizione per gli eventuali proprietari di diritti sulle immagini riprodotte, nel caso non si fosse riusciti a reperirli per chiedere la debita autorizzazione.
© Copyright 2005 - supermuseolaterizio